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La zucca

La zuccaLa zucca, che in Romagna veniva piantata, secondo la tradizione, il primo giovedì di aprile è un frutto della terra straordinario per le sue varietà e per i tanti usi ai quali si presta. Potrebbe essere definita un frutto “fortunato” come testimoniano alcuni antichi detti romagnoli. Dal punto di vista alimentare la zucca chiamata dialettalmente la zòcca – solo a guardarla evoca subito il suo dolcissimo sapore, di quando viene cotta al forno. I suoi semi, essiccati ed abbrustoliti, venivano utilizzati per - e' zardinet - cioè la mistura di semi di zucca e ceci abbrustoliti, noccioline, fichi secchi e carrube che si acquistavano dai venditori ambulanti. Nelle campagne romagnole di un tempo si usava la zòcca da ven, la zucca da vino, detta anche trofa, con la caratteristica forma a fiaschetta per una strozzatura centrale. Svuotata ed impermeabilizzata mediante l'immersione nel mosto in fermentazione, serviva a contenere e mantenere freschi vino od acqua che venivano portati ai lavoratori nei campi. Oggi le trofe vengono coltivate per uso decorativo insieme a centinaia di altre varietà dalle forme curiose, dai colori sgargianti e dal nome bizzarro: turbante turco, fungo, bottiglia doppia, trombetta siciliana, corona olandese, gigante ovale e così via. Tra le più curiose e ricercate troviamo la spugna vegetale, una zucca che può essere usata per il bagno al posto delle spugne di mare o di quelle sintetiche, rispetto alla quali presentano il vantaggio di una gradevole e naturale ruvidezza.

 
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